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Cammini

Il Cammino Francescano della Marca

Tipologia
Percorso a piedi
Durata
9 giorni
Numero Tappe
8
Difficoltà
Medio

Inscritto nel Catalogo dei Cammini Religgiosi, il Cammino Francescano della Marca è un cammino bello e autentico  nato nel nome della spiritualità, che ripercorre una delle vie che San Francesco utilizzò per le sue predicazioni nelle Marche

Il percorso si snoda, da Assisi, città Unesco, ad Ascoli Piceno, attraverso l’Appennino Umbro-Marchigiano e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e toccando località cariche di storia, arte e spiritualità: ci accolgono le meravigliose città di Assisi, Spello, Foligno, Sarnano, Amandola, Comunanza e Ascoli Piceno, nonché i tantissimi piccoli borghi appenninici con la loro ospitalità genuina.

Ripercorrere le antiche strade romane, i sentieri medievali, i vecchi ponti e le pievi di campagna e sostare negli “Spedali” per l’accoglienza dei pellegrini, significa vivere pienamente questa parte dell’Italia centrale attraversando un territorio per alcuni versi ancora incontaminato. 

Da Assisi a Foligno

Da Assisi a Foligno

Il nostro cammino inizia da Assisi, luogo dove il sacro e il profano da sempre vivono insieme.

Città di San Francesco, dove tutto sembra girare intorno alla figura del Poverello. Dove lo spirito si innalza, l’arte raggiunge livelli eccelsi. La Basilica di San Francesco e gli altri luoghi francescani hanno guadagnato ad Assisi l’inscrizione nella lista dei siti Unesco.

Passeggiare per Assisi è immergersi in un quadro dove tutte le pennellate ci parlano di storia, di arte e di fede: il complesso di San Francesco, la basilica di Santa Chiara, la cattedrale di San Ruffino… e poi la piazza, la rocca, le antiche mura, le botteghe artigiane e i profumi della cucina locale che inondano le strade e i vicoli! Non c’è angolo di questa città che non attiri lo sguardo e che non elevi la mente e il cuore.

Lungo il tragitto incontriamo Spello. Città di antica fondazione romana, ci accoglie con le sue mura turrite e le sue sei porte. Sotto la dominazione longobarda, fece parte del ducato di Spoleto fino ad essere parte dello Stato della Chiesa. Bellissime sono le infiorate del Corpus Domini: variopinti tappeti floreali con scene sacre che attirano ogni anno decine di migliaia di fedeli e turisti.

Usciamo da Spello attraverso l’arco romano di Porta Consolare e, attraverso un breve tragitto per lo più pianeggiante, raggiungiamo Foligno. Questo tracciato è percorso anche dalla Via di Francesco e della Via Lauretana

Da Foligno a Colfiorito

Da Foligno a Colfiorito

Foligno, città di origine romana, deve la sua importanza ai pellegrini diretti a Roma. Già nel Quattrocento, infatti, vi venne istallata una tipografia per la stampa di libretti di preghiere e, sempre qui, vide la luce nel 1472 la prima stampa della Divina Commedia di Dante.

Ci accolgono con la loro eleganza il duomo di San Feliciano, il palazzo Trinci, l’oratorio della Nunziatella con l’affresco del Perugino e il monastero di Sant’Anna, dove poter anche alloggiare, magari sfogliando il celebre almanacco di Barbanera, religioso e studioso che qui vide i natali.

Proseguendo nel nostro cammino, il cammino segue in parte il percorso del fiume Menotre e, passando per Pale e, con una piccola deviazione per il piccolo eremo di santa Maria Giacobbe, giunge all’altopiano di Colfiorito.

Da Colfiorito a Polverina

Da Colfiorito a Polverina

Uscendo dall’altipiano di Colfiorito incontriamo Plestia con la magnifica chiesa di Santa Maria che segna il confine tra Umbria e Marche.

Questa zona, da sempre abitata, è uno scrigno di sorprese: dai condotti romani e quattrocenteschi per bonificare il pianoro ai numerosi ritrovamenti conservati nel museo archeologico.

Passando per Serravalle di Chienti merita una visita il Museo Paleontologico dove sono visibili resti fossili di mammuth, ippopotamo, rinoceronte, elefante di origine africana e tigre dai denti a sciabola.

Superando Muccia, il tragitto ci porta al convento di Santa Maria in Pietrabovigliana, per poi giungere a Polverina.

Da Polverina a Montalto di Cessapalombo

Da Polverina a Montalto di Cessapalombo

La prossima tappa ci porta a percorrere un territorio incantato, con piccoli borghi, castelli medievali e pievi testimonianza dell’arte medievale marchigiana.

La chiesa di San Giusto è proprio uno di questi monumenti: tra i più importanti del romanico marchigiano, venne edificato probabilmente tra i secoli XI e XII. La particolare struttura della chiesa, a pianta circolare ha fatto ipotizzare, per la sua realizzazione, l’arrivo di esperte maestranze dall’Oriente.

Incontriamo poi il castello di Fiungo e l’eremo di san Benedetto in Saxo Latronis, la chiesa rupestre della Madonna del Sasso e il castello di Pievefavera, il castel di Croce fino al castello di Montalto di Cessapalombo

Da Montalto di Cessapalombo a Sarnano

Da Montalto di Cessapalombo a Sarnano

Questo tratto del cammino, invece, potremmo definirlo la via dei carbonari e dei francescani.

L’antico mestiere del carbonaio ha lasciato, in queste zone, numerose testimonianze, così come numerose sono le testimonianze legate al Poverello di Assisi e ai suoi seguaci come la Grotta dei Frati, la chiesa convento di san Liberato e l’eremo di Soffiano.

Un percorso antico, come antico è il legame che lega san Francesco a questi borghi e a questi luoghi.

Un percorso da intraprendere in punta di piedi per assaporarne il silenzio e la pace.

Da Sarnano a Comunanza

Da Sarnano a Comunanza

Anche a Sarnano l’impronta del Poverello di Assisi è molto forte. La chiesa di San Francesco e la sua Biblioteca sono da sempre il punto centrale del borgo. La strada che da qui conduce ad Amandola percorre un tratto dell’antica strada romana salaria gallica per poi continuare attraversando il fiume Tenna con un ponte romanico perfettamente conservato.

Passando per il Nido di spiritualità Madonna delle Grazie, un’oasi di eremitaggio, silenzio e preghiera, si giunge poi a Comunanza.

Da Comunanza a Venarotta

Da Comunanza a Venarotta

Comunanza, nominato “paese della longevità” per via dell’elevato numero di centenari, è anche stato tra i primi Comuni del Cammino Francescano della Marca ad aprire un ostello comunale per pellegrini in una residenza storica del centro. Da qui il percorso passa attraverso il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tocca il piccolo borgo di Palmiano per giungere alla chiesa convento di San Francesco in Castello di Venarotta. Probabilmente fondata nel 1220 dallo stesso san Francesco, è posta sulla sommità di un colle a poca distanza dall’abitato di Venarotta. Il tragitto attraversa boschi ricchi di tartufi che danno un sapore unico alla cucina locale.

Da Venarotta ad Ascoli Piceno

Da Venarotta ad Ascoli Piceno

Riprendiamo il cammino e in lontananza si staglia il particolare profilo a gradoni del Monte Ascensione e i suoi calanchi. Passando per il santuario di Gimigliano si entra poi ad Ascoli Piceno per la Porta Cappuccina.

Il nostro cammino è giunto al termine. Tanto c’è da vedere ad Ascoli: l’antico lavatoio, il tempietto di Sant’Emidio, il palazzo dei Capitani e la chiesa di San Francesco

E tanto c’è da gustare per rifocillare il corpo e apprezzare la cultura culinaria marchigiana e i suoi piatti tipici, primo fra tutti, le gustose olive all’ascolana.

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