Salta il menu
Folklore
Tradizione e Folklore nelle Marche

I Carnevali storici del Piceno

Scoprite il cuore pulsante del Piceno attraverso un'esperienza unica e travolgente: i Carnevali storici del Piceno

6 minuti

Nato nel 2024 grazie al supporto del Bim Tronto, il progetto Carnevali storici del Piceno vi invita a immergervi nelle tradizioni secolari di quattro delle più affascinanti manifestazioni carnevalesche del territorio.
Dal Carnevale di Pito, Pozza e Umito (Acquasanta Terme), al Carnevale di Ascoli Piceno, passando per quello di Castignano e Offida, ogni festa è un tuffo nella storia, nella cultura e nelle tradizioni locali. Ogni anno, questi eventi richiamano turisti da tutta Italia e dal mondo, offrendo un'opportunità unica di vivere il Piceno in tutta la sua autenticità.
Le quattro celebrazioni sono diverse, ma accomunate tutte dall'atmosfera coinvolgente in cui la barriera tra maschere e pubblico scompare, creando un legame profondo con gli abitanti e con il territorio. È un viaggio che va oltre il semplice spettacolo: un’immersione nelle tradizioni, una festa senza confini, dove il Piceno si svela in una veste nuova, tutta da vivere.

1. Magie di Carnevale tra Pito, Pozza e Umito: incanto e tradizione ad Acquasanta Terme

1. Magie di Carnevale tra Pito, Pozza e Umito: incanto e tradizione ad Acquasanta Terme

Il Carnevale di Pito, Pozza e Umito è un'esperienza unica che trasforma queste pittoresche frazioni di Acquasanta Terme in un'esplosione di colori, suoni e tradizioni. Ogni anno, le strade si riempiono di energia e allegria, mentre gli abitanti si vestono da personaggi eccentrici e vivaci, dando vita a un corteo indimenticabile. I figuranti del corteo portano il pubblico in un viaggio nei secoli passati: tra le figure protagoniste non mancano la coppia di sposi, il diavolo sorvegliato dal guardiano dell'ordine (oggi impersonato da un carabiniere), i suonatori di organetto e gli Zann.

Lu Zann: il guardiano delle tradizioni e dei desideri

Lu Zann è un personaggio intriso di magia e folklore, simbolo della vita rurale del Piceno. Con il suo abbigliamento rustico – guanti e calzettoni bianchi, uno scialle che avvolge le spalle e una spada, la "staiola", che incarna il conflitto tra il bene e il male – questo antico personaggio affascina ogni anno durante il Carnevale. Ma ciò che rende davvero unica la sua maschera è il copricapo a punta, decorato con strisce di carta colorata, che cela una tradizione speciale: alla punta di ogni cappello, Lu Zann appende la foto della sua donna ideale, un’usanza che affonda le radici nel passato, quando i giovani del paese approfittavano del Carnevale per chiedere la mano della loro amata. Un personaggio che, tra mistero e leggerezza, continua a raccontare storie di amore e di sogni, senza tempo.

Un viaggio nei sapori e nelle tradizioni picene

La sfilata lungo la strada che collega Pito, Pozza e Umito è di certo un trionfo di tradizioni viventi. Ogni tappa è un'occasione per scoprire i sapori autentici del territorio grazie ai banchetti allestiti dai locali, che offrono prelibatezze tipiche a tutti i partecipanti. Questo Carnevale che non è solo una festa: è un'immersione nel cuore della cultura picena, dove ogni sorriso e ogni risata rendono l'evento davvero speciale.

2. Il Carnevale di Ascoli Piceno: un'esplosione di vita, colori e tradizioni

2. Il Carnevale di Ascoli Piceno: un'esplosione di vita, colori e tradizioni

Il Carnevale di Ascoli Piceno è pura energia, vitalità e un pizzico di irriverenza. In questi giorni, la città non si limita a mascherarsi: Ascoli va in scena in uno dei palcoscenici più affascinanti d’Italia, Piazza del Popolo, un luogo che diventa il cuore pulsante di una festa travolgente. Un Carnevale che abbraccia ogni generazione, coinvolgendo tutti con il suo entusiasmo senza limiti. Gli ascolani, veri protagonisti dell'evento, non si tirano indietro e con ironia e macchiette pungenti sbeffeggiano i vizi pubblici e privati, regalando momenti di risate e riflessioni. La città si trasforma in un teatro a cielo aperto, in un turbinio di emozioni che rapisce i visitatori: gioia, musica, balli, colori vivaci e sapori autentici inondano le strade, creando un'esperienza che vi avvolge completamente.

Le maschere storiche

Tra le figure che animano le strade, Buonumor Favorito è il portatore di allegria per eccellenza. Con il suo cappello a quattro punte, l’abito variopinto e la sciarpa rossa, è l’incarnazione del divertimento che non conosce confini. Al suo fianco, Lu Sfrigne, l'anima popolare del Carnevale, si aggira tra la folla vestito di stracci colorati e un ombrello carico di aringhe puzzolenti, pronto a intrattenere tutti con battute e storie popolari.

3. Il Carnevale di Castignano: la magia dei "moccule" tra storia e suggestione

3. Il Carnevale di Castignano: la magia dei "moccule" tra storia e suggestione

Nel cuore delle colline picene, il borgo di Castignano si accende di magia con la suggestiva processione dei Moccule (moccoli), un evento unico che unisce tradizione, spiritualità e spettacolo. Un viaggio nel tempo e nelle emozioni, dove ogni luce racconta una storia antica.
La sera del
Martedì Grasso, quando le luci del paese si spengono lasciando spazio al buio, la magia prende vita con le luci colorate dei moccolilanterne artigianali create con cura dagli abitanti a partire da canne verdi che terminano in rombi multicolori rivestiti di carta velina. Aperte da un lato, accolgono una candela che viene accesa prima dell'inizio della processione, illuminando le strade e creando un'atmosfera incantata. Una pratica dalle radici profonde, risalente al XIII secolo, che celebra la luce come simbolo di speranza e spiritualità.
Al ritmo della
catubba, lo strumento a percussione tipico di questo Carnevale, il corteo si snoda per le vie del paese, invitando tutti a unirsi al corteo cantando "Fora fora li moccule". Tra luci, musica e allegria, l’energia della festa culmina in Piazza San Pietro, dove le lanterne danzano nell’aria in una spettacolare “battaglia” di luci prima di alimentare il grande falò finale, simbolo di rinnovamento e speranza.

4. Il Carnevale di Offida: 500 anni di tradizioni e follia

4. Il Carnevale di Offida: 500 anni di tradizioni e follia

Ogni anno, il borgo di Offida, uno dei più belli d'Italia, si prepara ad accogliere con entusiasmo il suo Carnevale, un evento che quest’anno celebra un traguardo straordinario: il 500° anniversario. Il Carnevale di Offida è un'esperienza unica e coinvolgente, dove il ritmo della festa trascina tutti in un vortice di emozioni, musica, coriandoli e la famosa corrida.

La magia comincia il giovedì grasso, quando il sindaco consegna simbolicamente le chiavi della città alle storiche congreghe del Carnevale, permettendo loro di prendere in mano le redini del paese per tutta la durata della festa. Tra gli eventi più spettacolari del Carnevale offidano ci sono le manifestazioni folkloristiche de Lu Bov Fint e dei V’lurd, che si tengono rispettivamente il venerdì e il martedì grasso.

Il Bov Fint: adrenalinica caccia al finto bove

Il venerdì grasso, le strade di Offida si animano con Lu Bov Fint, una caccia spietata a un bove finto che corre e incalza per le vie del borgo. Un’immensa folla segue con fervore la caccia che culmina al tramonto, quando il bove viene simbolicamente abbattuto davanti alla loggia del palazzo comunale. Questo momento, intriso di gioia e malinconia, è celebrato con grande trasporto dagli offidani che indossano il tradizionale lu guazzarò, abito composto da un saio di tela bianca e un fazzoletto rosso al collo.

Il V’lurd: la magia del falò e la fine del Carnevale

Il V’lurd, che segna la fine del Carnevale, è un’altra tradizione che avvolge il paese in un’atmosfera mistica. Fasci di canne riempiti di paglia, i V’lurd, vengono accesi al tramonto e portati a spalla dai partecipanti lungo le vie del borgo, fino al grande falò in piazza. Un rito che sembra quasi sacro, dove la luce delle fiaccole illumina il volto dei festeggianti, regalando un'atmosfera di forte suggestione.

Ops! C'è stato un problema con la condivisione. Accetta i cookie di profilazione per condividere la pagina.