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Relax e benessere
Valle d’Aosta. La Plaine

Storia, cibo, benessere e natura nella Plaine valdostana

Tipologia
Percorso in auto
Durata
4 giorni
Numero Tappe
5
Difficoltà
Facile

La Valle d’Aosta è conosciuta dai viaggiatori di tutto il mondo soprattutto per i suoi picchi alpini, che incorniciano la regione lungo le sue frontiere con Francia e Svizzera: il Cervino e il Monte Bianco, il Monte Rosa e il Gran Paradiso, le cime più famose che superano ampiamente i 4.000 metri di altitudine e sono da secoli il sogno di alpinisti e sciatori.

Lontano dai monti più imponenti, la sezione centrale della Valle d’Aosta, conosciuta come Plaine (pianura) valdostana per la sua geografia per lo più ampia e pianeggiante, merita invece un viaggio a sé stante. Quest’area rappresenta una destinazione ideale per chi di voi è alla ricerca di momenti dedicati al benessere, alla storia e alla natura.

Attorno alle terme di Saint-Vincent, amate da generazioni di viaggiatori, si sviluppano percorsi turistici dal fascino antico, che attraversano borghi medievali, castelli e paesaggi alpini a bassa quota.

Quella della Plaine è forse una Valle d’Aosta meno conosciuta ma non per questo meno autentica e appassionante, specialmente quando nei periodi primaverile ed estivo la vegetazione locale fiorisce e regala agli occhi sfumature di mille colori. Centinaia di muretti a secco tengono, infatti, in piedi rigogliosi vigneti e frutteti, circondati da fortificazioni e antiche mura che difendevano gli operosi villaggi da possibili attacchi nemici.

Partendo da Pont-Saint-Martin, a sud est della regione, quest’itinerario vi porterà alla scoperta di diverse località adagiate lungo le acque della Dora Baltea. Il percorso si interromperà a Nus, ai piedi della pittoresca valle di Saint-Barthélemy e a pochi chilometri dal capoluogo, Aosta.

Non solo: lungo questo itinerario vi potrete dedicare alle specialità culinarie e alle tradizioni secolari valdostane, regalandovi momenti di relax presso le strutture termali di Saint-Vincent, con la loro invidiabile posizione geografica, baciata dal sole per lunghi periodi dell’anno nonostante la vicinanza alle Alpi.

Giorno 1

Pont-Saint-Martin e dintorni: all’imbocco della Valle d’Aosta

Pont-Saint-Martin e dintorni: all’imbocco della Valle d’Aosta

Pont-Saint-Martin è una piccola località a sud est della Valle d’Aosta, al confine con il Piemonte. Prende il nome dall’antichissimo ponte che, in pieno centro storico, attraversa le impetuose acque del torrente Lys, pochi metri prima della sua confluenza nella Dora Baltea. Con i suoi 6 metri di larghezza e 23 metri di altezza, il ponte romano è una mirabile opera di antica ingegneria edile, che da oltre 2.000 anni resta solidamente in piedi appoggiata sulla sua grande arcata rotondeggiante.

Leggermente spostata rispetto al centro storico, la piccola riserva naturale dello stagno di Holay merita una leggera deviazione: vi sorprenderanno le specie esotiche di anfibi, rettili e vegetali che vivono in questo stagno paludoso, unicum paesaggistico in Valle d’Aosta.

Risalendo brevemente il corso del torrente Lys, potrete proseguire l’itinerario in direzione del paesino di Perloz, dove tra i vicoli medievali e le casette in pietra vi sentirete catapultati in un lontano passato rurale. Perloz è conosciuta anche per il santuario cattolico di Notre-Dame de la Garde: scenograficamente affacciato sulle montagne circostanti, l’edificio conserva una statua della Madonna col Bambino venerata per secoli da pellegrini e viandanti.

Tornate a Pont-Saint Martin e imboccate l’autostrada verso Aosta: vi basta poco per entrare in contatto con il tipico paesaggio della Plaine valdostana. Sulla destra vedrete aprirsi davanti agli occhi grandi vigneti e frutteti terrazzati che si arrampicano su scoscesi crinali alpini. Fermatevi a Donnas, minuscolo borgo conosciuto per i suoi ottimi vini rossi di varietà Nebbiolo, coltivati grazie a un sistema di monorotaie che agevola gli spostamenti dei viticoltori da un terrazzamento all’altro.

Oltrepassata la massiccia mole del forte di Bard, simbolo storico e architettonico regionale, si incontra Arnad, dove gustare un’altra eccellenza enogastronomica: il gustosissimo lardo DOP, magari da accompagnare a pane artigianale di segale. Soli 4 km di strada separano Arnad da Issogne, prossima tappa di questo itinerario.

Issogne

Issogne

Issogne è conosciuta soprattutto per il suo eccezionale castello, che sebbene appaia come una severa fortezza di montagna, al suo interno svela in realtà gli spazi e le decorazioni tipiche di una sontuosa dimora rinascimentale. Il castello fu residenza della famiglia Challant, visconti di Aosta al servizio dei re Savoia, e del re francese Carlo VIII di Valois. Gli Challant avevano già costruito pochi anni prima una grande fortezza che domina il paesino di Verrès, proprio di fronte a Issogne, sull’altra sponda della Dora Baltea. Lo potrete osservare a distanza, il castello di Verrès, con la sua forma cubica e poderosa, o magari potrete decidere di visitarlo, per vedere quale delle due residenze Challant avreste scelto per il vostro soggiorno valdostano.

Siete ormai a pochi minuti di strada dalle splendide terme di Saint-Vincent ma, prima di dedicarvi a un po’ di meritato relax, dovete vedere la meravigliosa Châtillon.

Giorno 2

Châtillon

Châtillon

Anche Châtillon è stato a lungo sotto il dominio degli Challant in epoca medievale, quando da qui passavano importanti vie commerciali in direzione del nord Europa. Sul cuore di Châtillon svetta una dimora settecentesca, commissionata dall’aristocratica famiglia Passerin d’Entrèves e circondata da un rigoglioso parco, che potrete visitare liberamente.

Se la Valle d’Aosta è nota anche come terra dei castelli il motivo sembra chiaro: ovunque vi giriate vedrete fortezze grandi o piccole, abitate o abbandonate, adagiate qua e là lungo i crinali delle montagne. Concedetevi la visita al castello Gamba a Cret de Breil, posizionato all’estremità occidentale di Châtillon e affacciato sulla Plaine valdostana. Un gigantesco parco all’inglese accerchia questa residenza signorile voluta dal nobile valdostano Charles-Maurice Gamba all’inizio del ‘900. Oltre al castello, il barone ha donato alla regione una vasta collezione di arte italiana moderna e contemporanea.

Da qui, in breve tempo e poca strada (sono solo 3 km) si arriva a Saint-Vincent.

Giorno 3

Saint-Vincent e le terme

Saint-Vincent e le terme

Il borgo di Saint-Vincent svela un grazioso centro storico, in particolare lungo via Émile Chanoux, con negozi di artigianato tipico e di prodotti enogastronomici valdostani. Vera attrattiva del luogo sono le sue terme, un paradiso del benessere nel cuore della Valle d’Aosta, nonché uno dei complessi di cura più antichi d’Italia. L’acqua termale e minerale che sgorga a Saint-Vincent è stata scoperta nel 1770 e da allora è conosciuta per i suoi effetti curativi e antinfiammatori, in particolare se assunta a digiuno o inalata tramite appositi macchinari.

Un meraviglioso percorso benessere accompagna il visitatore tra vasche di varie dimensioni, con acque a temperatura variabile dotate di getti idromassaggio. Alcune di queste piscine termali sono interne, praticabili anche con il maltempo, altre piscine sono invece posizionate all’aperto e si affacciano sui picchi alpini che circondano Saint-Vincent. Non mancano poi sauna, bagnoturco, docce emozionali e vasche idromassaggio.

A completare l’offerta, le terme di Saint-Vincent includono tra i servizi anche sessioni di massoterapia e trattamenti estetici.

Giorno 4

Da Nus alla valle di Saint-Barthélemy

Da Nus alla valle di Saint-Barthélemy

Lasciata alle spalle Saint-Vincent, procedendo verso ovest, incontrerete sulla vostra destra una serie di paesini arrampicati lungo il versante più caldo della Plaine valdostana.

I valdostani chiamano “adret” quest’area geografica, adagiata lungo la riva sinistra della Dora Baltea: per conformazione geografica, questo versante e i suoi rilievi scoscesi sono baciati dal sole per lunghi periodi dell’anno e godono di un clima particolarmente mite, nonostante l’altitudine e la vicinanza alle Alpi. Proprio questo microclima, che si avvicina a quello del Mediterraneo, permette agli agricoltori dell’adret di coltivare frutta fresca e saporitissima. Non è un caso, quindi, che buona parte delle abitazioni siano state costruite da questo lato della valle; l’envers, il versante più freddo e ombroso, è decisamente meno popolato.

Nus  è uno dei borghi più caratteristici e soleggiati dell’adret valdostano e conserva i ruderi di un austero castello medievale. In zona pianeggiante, Nus è attraversato da piste ciclabili, percorsi escursionistici e cammini di pellegrinaggio, come quello dell’antica Via Francigena.

Da Nus potrete anche salire verso nord, lungo la via tortuosa e molto panoramica che conduce alla valle di Saint-Barthélemy. Intorno a questa località si sviluppa una rete di sentieri e passeggiate di diverse difficoltà. Quando cala la sera, non potrete perdervi una visita all’osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy, per coronare davanti a un cielo stellato mozzafiato questo itinerario nella Plaine valdostana.

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