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Lazio

Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia, un viaggio nel tempo

Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia, parte del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO dal 2004, sono uno dei gioielli dell'Italia centrale, una testimonianza unica ed eccezionale dell'antica civiltà etrusca a pochi chilometri da Roma.

3 minuti

Se volete fare un salto nel passato e ammirare lo splendore dell'unica civiltà urbana dell'epoca pre-romana in Italia, Cerveteri e Tarquinia sono la vostra destinazione.

Cosa sono e dove si trovano le necropoli di Tarquinia e Cerveteri

Cosa sono e dove si trovano le necropoli di Tarquinia e Cerveteri

Situate nel Lazio settentrionale, a pochi passi dalla costa tirrenica, le due necropoli, ricche di affreschi etruschi riproducono in maniera fedele la vita quotidiana di questa cultura scomparsa.

La necropoli della Banditaccia di Cerveteri, la più vicina alla Capitale, è raggiungibile in treno da Roma in circa due ore. Poco più a nord, invece, si trova la necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, famosa in tutto il mondo per le sue tombe dipinte, ricavate nella roccia e accessibili da corridoi inclinati o gradini.

Storia e informazioni sulle necropoli di Tarquinia e Cerveteri

Storia e informazioni sulle necropoli di Tarquinia e Cerveteri

Gli Etruschi abitarono l'Italia centro-occidentale, dalla pianura padana alla Campania, a partire dal IX secolo a.C. e la loro cultura raggiunse il proprio apice nel VI secolo a.C. prima di sparire, e in parte fondersi, con la civiltà romana che iniziò ad espandersi a partire da Roma. I due siti etruschi del Lazio ci hanno lasciato una testimonianza unica sugli usi funerari degli Etruschi, con migliaia di tombe etrusche risalenti a secoli diversi, da quelle a forma di capanna a quelle ipogee scavate nella roccia o inserite in grotte naturali.

Perché sono diventate un sito UNESCO

Perché sono diventate un sito UNESCO

Testimonianza unica dell’ingegno degli antichi Etruschi, le due necropoli sono un capolavoro del genio creativo dell’uomo. Questo ha convinto l'UNESCO ad inserirle nel Patrimonio dell'Umanità nel 2004.

Il sito archeologico di Cerveteri presenta, nel contesto funerario, le stesse concezioni urbanistiche e architettoniche delle città etrusche. Il sito di Tarquinia, invece, ci mostra gli aspetti della vita, della morte e delle credenze religiose della civiltà etrusca grazie alle estese pitture che decorano le migliaia di tombe.

Cosa vedere alle necropoli di Tarquinia e Cerveteri

Cosa vedere alle necropoli di Tarquinia e Cerveteri

Vi consigliamo di iniziare la vostra visita in quella che è una delle zone archeologiche più interessanti e suggestive di tutta l’area mediterranea, cioè dalla necropoli della Banditaccia di Cerveteri.

Sviluppata dal IX secolo a.C. e ampliata a partire dal VII secolo, la necropoli di Cerveteri è organizzata come una vera città etrusca con strade, piazzette e piccoli quartieri che coprono un'area di oltre 20 ettari. Il passare dei secoli è testimoniato dalle diverse tipologie di sepolcri che potete ammirare passeggiando per il sito: trincee scavate nella roccia, tumuli contenenti più di una tomba e tombe a forma di capanne o casette ricche di dettagli.

La Tomba dei Capitelli, per esempio, vanta un tetto piano che riproduce in maniera fedele quello delle abitazioni con una struttura a travi di legno e incannucciata. La Tomba dei Vasi Greci, risalente al VI secolo a.C e così chiamata per la grande quantità di vasi ritrovati al suo interno, è composta da tre camere sepolcrali a cui si accede attraverso un corridoio che imita un tempio etrusco.

La più famosa e visitata del sito, però, è la Tomba dei Rilievi, quella che vi lascerà a bocca aperta. Risalente al IV secolo e appartenuta ad una ricca famiglia etrusca, questa tomba è accessibile attraverso una lunga scalinata scavata nella roccia. Al suo interno, nei suoi 6 metri di lunghezza, la Tomba dei Rilievi comprende 13 nicchie funerarie matrimoniali di stucco dipinto con cuscini rossi, oggetti di uso domestico ed animali.

Ben più vasta, e diversa per molti aspetti, è la necropoli dei Monterozzi a Tarquinia. Più di 6.000 sepolcri scavati nella roccia rendono questo complesso di 130 ettari il più esteso conosciuto. Il fiore all'occhiello dell'enorme sito, però, sono le 200 tombe dipinte che rappresentano l’unica testimonianza di arte classica del periodo pre-romano esistente nel bacino del Mediterraneo in Italia. Tra queste ve ne segnaliamo due che non potete perdere.

La Tomba delle Leonesse, risalente al IV secolo a.C., presenta una decorazione suddivisa in due registri. In quello inferiore degli uccelli volano su un mare azzurro animato da acrobatici delfini; nel registro superiore scene di vita quotidiana dell'aristocrazia etrusca. Il nome è legato alle due leonesse maculate dipinte sul frontone della parete di fondo. Più antica è la Tomba della Caccia e della Pesca, risalente al VI secolo a.C. e composta da due camere decorate con immagini di caccia e pesca e coi ritratti dei proprietari del sepolcro.

Visitare Tarquinia, però, non significa soltanto passeggiare per la necropoli. La città ospita anche il Museo Archeologico Nazionale con una ricca collezione di reperti recuperati durante gli scavi come ceramiche, monete, affreschi, decorazioni e sarcofagi appartenuti ad alcune delle famiglie più in vista della Tarquinia della metà del IV secolo a.C. Tantissimi altri reperti trovati nei sepolcri di Tarquinia e Cerveteri sono invece custoditi nel Museo Nazionale Etrusco a Roma.

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